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Altre domande sulla Omeopatia
a cura del dott. Michele Acanfora
Questa è una serie di FAQ sull'Omeopatia (Frequently Asked Questions), cioè le domande
più comuni sulla medicina omeopatica. È una serie di quesiti di
comune interesse posti in occasione di conferenze, visite mediche,
telefonate, email. Sono omesse le domande tipo 'come si cura questo
o quello' perché troppo specifiche.
Per una introduzione generale, si rimanda a Dieci domande sulla Omeopatia.
Ci può dire in poche parole che cos'è il metodo omeopatico?
Il metodo omeopatico consiste essenzialmente di due fasi:
Una prima fase, in cui si raccolgono i dati tossicologici sugli
effetti di varie sostanze sull'organismo (provings), effetti che
possono essere di tipo fisico, emozionale, mentale. Questi dati,
raccolti in due secoli di lavoro (che ancora continua) e compilati
in maniera opportuna in apposite banche dati (materie mediche),
costituiscono il materiale di studio del medico, la base di conoscenza
dalla quale partire per iniziare lo studio del paziente.
Seconda fase, la visita: il medico esamina il paziente in dettaglio
e nella totalità dei suoi sintomi (ripeto, fisici, emozionali,
mentali), la sua 'attualità' e la sua 'storia'; questo al fine
di individuare esattamente la sostanza che ripropone un quadro
'simile' a quello del paziente e di somministrarla in dose estremamente
diluita (milioni o miliardi di volte) e dinamizzata (meccanicamente
attivata mediante succussioni sequenziali).
Indice domande
Non è un po' assurdo dare al malato la sostanza che riproduce
i suoi stessi sintomi?
Innanzitutto, non si dà la sostanza che produce 'gli stessi sintomi'
ma quella che riproduce un quadro 'similare', che ricalca le caratteristiche
di presentazione dei sintomi del malato. Inoltre in dose così
piccola da non produrre alcun effetto collaterale. È ovvio quindi
che certamente non si somministra al malato la sostanza che lo
ha fatto ammalare, come molti credono. Bisogna invece trovare
quel rimedio che rispecchia in modo analogico l'insieme dei sintomi
del paziente, e quello sarà capace di portare l'informazione corretta
ai suoi sistemi di regolazione. In ultima analisi, come sta comprendendo
pure la medicina moderna, i sintomi non sono la malattia ma rappresentano
lo sforzo dell'organismo per adattarsi o difendersi in situazioni
di stress, tossicità o infezione. Non sempre questi sforzi hanno
successo, e per questo è necessario aiutare i sistemi biocibernetici
di difesa e regolazione dell'organismo con sostanze che in un
certo senso ne 'imitino' i sintomi, che ne ricalchino le modalità
e le caratteristiche peculiari. In questo senso si comprende la
funzione del rimedio omeopatico di veicolare l'informazione mancante
o alterata, quell'informazione necessaria al corretto 'schema
informativo' per il recupero della salute. Quindi, ripeto, non
si va nella direzione della malattia ma nella direzione delle
difese dell'organismo, che attendono solo di essere regolate e
aiutate e non contrastate o bloccate da farmaci 'contro' o 'anti'.
Indice domande
Come mai la confezione dei rimedi omeopatici non riporta la composizione,
le indicazioni, ecc.?
Innanzitutto c'è da dire che la denominazione stessa del rimedio
è la sua composizione. Mi spiego: quando leggiamo sulla confezione,
per esempio, "LYCOPODIUM CLAVATUM 30CH", vuol dire che quel rimedio
è stato ottenuto proprio dalla sostanza 'Lycopodium clavatum'
(Licopodio), portata alla diluizione 30a Centesimale Hahnemanniana
(30CH). Non c'è altro da cercare. La composizione è proprio lì
in bella vista.
Secondo, le indicazioni. Come ho già accennato altrove, in omeopatia
non esistono le specifiche indicazioni a cui siamo stati abituati
dalla medicina convenzionale. Questo perché un rimedio viene scelto
e prescritto non secondo la definizione della patologia del paziente,
ma piuttosto secondo le peculiarità con cui lo stesso paziente
manifesta i sintomi. Quindi non avrebbe molto senso un elenco
di tutte le malattie che un certo rimedio può curare, e non risulterebbe
né pratico né utile allegare ad ogni confezione i sintomi caratteristici
del rimedio (che a volte possono occupare un intero volumetto).
Indice domande
Come viene fatto il rimedio omeopatico?
Il rimedio omeopatico è il risultato di due processi: diluizione
e dinamizzazione.
Si parte da una sostanza di base proveniente da uno dei tre regni
della natura (minerale, vegetale, animale); questa viene diluita
in modo sistematico e crescente, secondo una serie di passaggi
ben precisi. Ad ogni passaggio si effettua una dinamizzazione,
cioè si imprimono alla soluzione forti scosse meccaniche (succussione),
allo scopo di attivarla.
Generalmente la diluizione viene effettuata secondo passaggi centesimali,
cioè di volta in volta di uno a cento: si prende una goccia della
tintura madre e la si diluisce con 99 gocce dacqua e alcool (Prima
Centesimale Hahnemanniana, 1CH). Di questa soluzione, dopo la
succussione, si prende una goccia e si diluisce anche questa in
99 gocce di acqua e alcool (2CH), e così via, fino ad arrivare
alla potenza richiesta.
Per potenze molto alte (200, 1000, 10.000, ecc.) si adopera in
genere il metodo di Korsakov: ad ogni passaggio la soluzione ottenuta
si getta via dal flacone, e le gocce che rimangono adese alle
pareti di vetro diventano materiale di partenza per la soluzione
successiva. Anche qui il rapporto di diuizione è di 1 a 100, quindi
la potenza del rimedio è sempre centesimale, ma la dicitura sulla
confezione acquista il suffisso 'K' (200K, MK, XMK, ecc.).
Un tipo diverso di diluizione è quello adottato per le potenze
'cinquantamillesimali' (LM), dove il rapporto fra soluto è solvente
non è più 100 ma 50.000.
Qualunque sia il metodo di preparazione usato, con la soluzione
ottenuta si impregnano dei granuli di lattosio, che costituiscono
usualmente il veicolo finale del rimedio omeopatico.
La denominazione del rimedio, riportata sulla confezione, è composta
da:
1. Nome della sostanza di base (in lingua latina).
2. Potenza (il grado e il tipo di diluizione)
Rifacciamo l'esempio precedente: Lycopodium clavatum 30CH.
"Lycopodium clavatum" è il termine latino che indica la sostanza
di partenza. Spesso, come in questo caso, accanto al nome ("Lycopodium")
vi è un cognome ("clavatum"), che può anche a volte essere omesso
sulla confezione o sulla ricetta. Non preoccupatevi, perché i
casi di omonimia sono pochi in omeopatia, e tutti facilmente distinguibili.
"30CH" indica in codice quante volte è stata diluita quella sostanza
e in che modo.
Vediamo ora in sintesi il significato delle più comuni abbreviazioni:
- T.M. (Ø) Tintura Madre
- 4DH (D4) Quarta Decimale Hahnemanniana
- 6DH (D6) Sesta Decimale Hahnemanniana
- 6CH Sesta Centesimale Hahnemanniana
- 30CH Trentesima Centesimale Hahnemanniana
- 200CH Duecentesima Centesimale Hahnemanniana
- 200K Duecentesima Centesimale Korsakoviana
- MK Millesima Centesimale Korsakoviana
- XMK Decimillesima Centesimale Korsakoviana
- LMK Cinquantamillesima Centesimale Korsakoviana
- CMK Centomillesima Centesimale Korsakoviana
- 6LM Sesta Cinquantamillesimale
- 30LM Trentesima Cinquantamillesimale
Indice domande
Ho visto che in omeopatia non esistono solo i granuli; quante
modalità di preparazione esistono?
Elenchiamo le forme che più frequentemente può assumere un rimedio
omeopatico:
- Granuli
Sferette di saccarosio del diametro di 3,5 mm, sono contenuti
nei tubetti multidose (6CH, 30CH, ecc.). Vanno prelevati con il
tappo dosatore.
- Globuli
Più piccoli (1,5 mm), riempiono i tubetti monodose (le cosiddette
dosi uniche), quali le 200K, MK, XMK, ecc.
Sono contenuti anche nelle capsule delle cure mensili (6K-MK,
6-30LM).
- Tintura Madre
È una soluzione alcolica concentrata della sostanza di partenza.
Si può utilizzare sciolta in acqua (10-20-30 gocce in mezzo bicchiere),
oppure così com'è (per applicazioni locali, per esempio).
- Gocce
- Compresse
- Fiale
- Sciroppo
- Pomata
- Gel
- Spray
- Polvere
- Ovuli
- Candelette vaginali
- Supposte
- Collirio
- Ampolle
Indice domande
Come mai i granuli sono tutti uguali?
Apparentemente i rimedi omeopatici sembrano in effetti tutti uguali:
la palline sono tutte bianche, hanno tutte lo stesso sapore, nulla
le distingue se non il nome sulla confezione. La risposta sta
nel fatto che le sferette di lattosio (una varietà di zucchero)
altro non sono che il veicolo del rimedio omeopatico vero e proprio.
Il processo di preparazione del farmaco omeopatico avviene in
fase liquida, cioé attraverso diluizioni successive di una soluzione
base, e soltanto della soluzione finale vengono impregnati i granuli
e i globuli, che fungono quindi soltanto da vettore. C'è da aggiungere
che il granulo di lattosio è solo una, sebbene la più comune,
delle tante forme farmaceutiche attraverso cui può essere il medicinale
omeopatico può essere veicolato (gocce, fiale, pomata, spray,
collirio, sciroppo, ecc.).
Indice domande
Se innavvertitamente assumo qualche granulo in più di quelli prescritti,
devo preoccuparmi?
Lomeopatia non funziona secondo un principio di quantità, per
cui non ha alcuna importanza se vengano assunti tutti i globuli
o meno. Specie con i bambini questo può accadere frequentemente,
ma non è un problema.
In questo caso la quantità non è essenziale. Non è possibile il
sovradosaggio in omeopatia, poiché il meccanismo dazione non
è chimico: il rimedio è solo veicolo di informazione.
Indice domande
Ma a cosa devo rinunciare durante la cura?
Molto spesso si sente dire che la terapia omeopatica comporti
rinuncie e privazioni: niente di più falso. Di per sé l'omeopatia
non consiste nella rinuncia a questo o a quello; può accadere
invece che il medico individui nel paziente come causa o concausa
della malattia un'abitudine errata, un qualcosa che il paziente
fa o non fa e che lo danneggia. A questo punto sta al paziente
scegliere se prendersi o no responsabilità della sua salute, e
sostituire l'abitudine dannosa con una positiva. A volte si potrà
rilevare la presenza di un'intolleranza alimentare: la temporanea
sospensione dell'alimento non ha niente a che fare con l'omeopatia
in se, ma senza dubbio facilita i meccanismi di guarigione.
Si trova spesso scritto di astenersi durante la cura da cose come
aglio, cipolla, basilico, ecc. Molto è in realtà 'mitologia omeopatica'
senza fondamento: l'importante è che nel momento di assunzione
del rimedio non vi siano interferenze con odori, sapori e aromi.
Molto più importante invece è l'evitare il contatto con sostanze
chimiche di sintesi, che inevitabilmente bloccano o attenuano
l'azione del rimedio.
Chi fuma non per questo deve rinunciare a curarsi con l'omeopatia:
basta che almeno in prossimità dell'assunzione dei rimedi eviti
di fumare (se poi smette del tutto, tanto meglio).
Indice domande
Posso prendere altri farmaci durante la cura omeopatica?
Durante il periodo di cura è bene evitare l'assunzione di qualunque
prodotto farmaceutico convenzionale (salvo diversa indicazione
del medico), poichè questi possono inibire almeno in parte l'azione
del rimedio omeopatico.
Per lo stesso motivo sospendere anche luso di prodotti cosmetici
medicati, pomate, unguenti, lozioni, inalanti, ecc., in attesa
del parere del medico.
Si tenga ben presente che i farmaci convenzionali possono inficiare
l'efficacia della cura omeopatica.
Invece i medicinali omeopatici non interferiscono con i farmaci
convenzionali: quindi chi si cura con l'omeopatia può decidere
in qualsiasi momento di sospendere la terapia omeopatica per ricorrere
alle terapie convenzionali. La cura omeopatica in questo caso
perderebbe però gran parte della sua efficacia.
In alcuni casi di emergenza potrà rendersi necessario il ricorso
a farmaci salvavita (cortisone, antibiotico, ecc.), ma solo e
soltanto quando la situazione comporta effettivamente pericolo
immediato e non sia disponibile altra soluzione. Si tratta di
casi eccezionali, mentre la stragrande maggioranza dei casi viene
brillantemente risolta con l'omeopatia o altri rimedi naturali.
Il paziente dovrebbe decidere in che modo curarsi: se vuole seguire
una strada naturale o chimica. Non si può stare su tutti e due
i binari. Meglio lasciar perdere l'omeopatia piuttosto che seguire
approcci ibridi (anche se di moda).
Vi sono però situazioni in cui non è possibile sospendere di colpo
i farmaci: pazienti che da anni assumono cronicamente farmaci
di mantenimento (antipertensivi, cardiotonici, antidiabetici,
psicofarmaci) possono iniziare la cura e contemporaneamente continuare
ad assumere i vecchi farmaci, riducendone progressivamente le
dosi fino alla completa eliminazione, secondo le modalità che
il medico riterrà opportune.
Indice domande
Se in farmacia non è disponibile la potenza prescritta, posso
prendere quello che c'è ?
Quando il medico sceglie per un paziente un certo rimedio, sceglie
anche la sua potenza più indicata, cioé la diluizione del farmaco
che maggiormente è in grado di suscitare la risposta dellorganismo.
Quindi la potenza non è affidata al caso, ma è frutto di un ragionamento
clinico. Il farmacista esperto non cambia di testa sua la prescrizione
secondo le disponibilità di magazzino, ma invita il paziente ad
attendere o a chiedere chiarimenti al medico.
Indice domande
I rimedi omeopatici hanno una scadenza?
Per legge la scadenza è fissata a cinque anni, anche se comunque,
se ben conservato, il rimedio omeopatico ha teoricamente una scadenza
indefinita. Le Tinture Madri invece, una volta aperte, scadono
dopo circa sei mesi.
Indice domande
Come si devono conservare i rimedi?
Innanzitutto vanno tenuti lontano dalla luce, in un luogo riparato,
fresco e asciutto. Poi bisogna fare attenzione a che non siano
esposti a vapori di sostanze chimiche volatili (tipo canfora,
naftalina, cloroformio, ecc.) o fortemente aromatiche (solventi,
essenze, profumi, ecc.).
Il calore può disattivare i rimedi omeopatici, per cui si raccomanda
di non lasciarli mai in automobile, per esempio.
I rimedi sono poi sensibili ai campi elettrici e magnetici: pertanto
non vanno tenuti nelle immediate vicinanze di televisori, frigoriferi,
forni a microonde, altoparlanti, trasformatori, cellulari, telefoni
cordless, ecc.
Consiglio a tutti di tenerli ordinati in una cassettina apposita,
e di farne un inventario su un foglio, in ordine alfabetico, da
aggiornare ogni tanto. Ne scoprirete lutilità con landar del
tempo, quando la piccola farmacia domestica sarà cresciuta e vi
troverete nella necessità di sapere rapidamente se un certo rimedio
c'è o meno in casa.
Indice domande
Se durante la cura prendo un'influenza o soffro di qualche disturbo
posso prendere qualche farmaco?
Visto che già si sta curando omeopaticamente, le conviene utilizzare
anche per questi casi un rimedio omeopatico, senza necessità di
ricorrere ai soliti farmaci. Questi potrebbero infatti bloccare
la guarigione in corso, rendendo necessarie poi altre cure per
'sbloccarla'.
Quindi, innanzitutto, resistete alla tentazione di prendere subito
farmaci (omeopatici o allopatici che siano) senza aver consultato
il vostro medico. Ripeto, non assumete farmaci di vostra iniziativa;
informate piuttosto il medico della vostra indisposizione.
Prima di consultare il medico, è preferibile aver già preso nota
dei sintomi così come vengono avvertiti o presentati, facendo
particolare attenzione alle modalità d'insorgenza del disturbo,
alle sue caratteristiche, alle modalità di aggravamento e miglioramento,
al grado di sete, di sudorazione, all'aspetto della lingua, alla
temperatura, all'alvo, alla diuresi, allo stato emotivo, e a tutto
quanto risulti nuovo ed insolito nello stato di malattia.
Mantenete a portata di mano l'elenco con i rimedi disponibili
in casa, e sappiate riferire il nome e la potenza dell'ultimo
rimedio assunto.
Indice domande
Se a mio figlio sale la febbre, come devo comportarmi?
Niente paura. La febbre non è una malattia ma solo la risposta
difensiva dell'organismo nei confronti dell'agente patogeno. L'omeopatia
permette di eliminare la febbre perché va alla radice del problema,
allo squilibrio primario, e la temperatura quindi calerà perché
non ce n'è più bisogno e non perché l'abbiamo soppressa chimicamente.
In pratica, in attesa del medico, bisogna osservare bene il bambino
e raccogliere quanto c'è di nuovo nel suo attuale stato (sete,
sudorazione, ecc.), così da permettere al medico di scegliere
il rimedio 'su misura' del piccolo paziente e sulla condizione
del momento. Il medicinale omeopatico ben scelto indurrà una rapida
risposta di guarigione, che non vuol dire necessariamente brusco
calo della temperatura (ricordiamo che la febbre è il primo...
antibiotico naturale): il bambino si sentirà subito meglio e spesso
nel giro di una nottata non avvertirà più alcun disturbo.
Indice domande
È vero che può esserci un 'aggravamento' iniziale dei sintomi?
Chiariamo innanzitutto che la cura omeopatica non comporta alcun
'aggravamento', né effetto collaterale di alcun genere. Piuttosto
può succedere a volte che la guarigione dell'organismo comporti
una iniziale eliminazione di tossine, il che può avvenire tramite
una diarrea, o una minzione più frequente, o una sudorazione abbondante,
o una febbre. A volte i primi giorni ci si potrà sentire più stanchi,
o più nervosi, più sonnolenti o più insonni; qualche dolore può
accentuarsi; qualche vecchio sintomo dimenticato può fare ricomparsa.
Sono tutti fenomeni passeggeri, segno di una buona reazione dell'organismo
e dell'avviata guarigione (e della buona scelta del rimedio).
Tale fase di disintossicazione è estremamente benefica, e va rispettata
senza ricorrere a farmaci sintomatici.
Indice domande
Dove posso reperire i medicinali omeopatici?
Nelle Farmacie e Parafarmacie. Tutte le farmacie possono distribuire
rimedi omeopatici (non esistono infatti 'farmacie omeopatiche'),
anche se non tutte sono ancora pienamente attrezzate per la distribuzione;
a volte può capitare che il rimedio prescritto manchi e che occorra
ordinarlo (la consegna in genere è in giornata).
Indice domande
Come posso somministrarli ai bambini piccoli?
Se il piccolo è in grado di trattenere per un po i granuli in
bocca, allora basta lasciar cadere tre granuli sulla lingua, lasciando
che il bambino li succhi. Se li mastica, li inghiotte o li sputa,
non fa niente: limportante è che sia avvenuto il contatto con
la mucosa della bocca.
Se invece il bambino è molto piccolo (lattante, per esempio) allora
conviene usare il biberon, in questo modo:
1. Riempite per tre quarti il biberon di acqua minerale non gasata,
leggermente tiepida.
2. Versate 10 granuli nellacqua, chiudete con la tettarella,
e attendete che si sciolgano un po.
3. Quindi scuotete energicamente il biberon sul tavolo per una
decina di volte, e somministrate un sorso al piccolo, con la frequenza
prescritta dal medico. Ricordatevi di scuotere sempre il biberon
prima di ogni somministrazione.
Il biberon deve essere assolutamente pulito, meglio se sottoposto
a bollitura o a vapore (evitare i disinfettanti chimici).
Indice domande
Ma se devo andare dal dentista come devo regolarmi?
Il trattamento omeopatico non esclude affatto gli interventi odontoiatrici.
Anzi, un numero sempre maggiore di colleghi odontoiatri preferisce
ricorrere allomeopatia anziché ai soliti antibiotici, antiinfiammatori,
ecc., poiché si rendono conto che in tal modo le complicazioni
sono molto più rare e il paziente tollera molto meglio ogni tipo
di intervento. L'anestesia può essere praticata durante cure omeopatiche.
Comunque, nell'eventualità di estrazioni dentarie od altro, informate
il medico omeopatico, che saprà consigliarvi la terapia di supporto
del caso.
Indice domande
Mio figlio è in cura omeopatica; posso vaccinarlo?
Le vaccinazioni possono essere effettuate durante il trattamento
omeopatico. Tenete presente però che la vaccinazione è una pratica
non priva di rischi, che vanno tenuti presenti nel caso di patologie
importanti che potrebbero aggravarsi.
L'omeopatia permette inoltre di curare i danni a breve e lungo
termine prodotti dalle vaccinazioni, e di prevenirne almeno in
parte le complicanze.
Indice domande
Lomeopatia esclude forse gli interventi chirurgici?
Assolutamente no. La Chirurgia, quando realmente indicata, è indispensabile
e insostituibile. Quando i problemi che affliggono un paziente
sono per esempio di natura meccanica o tali da non consentire
alcun intervento medico, la chirurgia è lecita e doverosa.
È compito piuttosto della Medicina fare in modo che il paziente
non debba mai capitare sotto le mani del chirurgo!
Inoltre proprio in campo chirurgico lomeopatia ci offre risultati
indiscutibili: i pazienti trattati e preparati omeopaticamente
affrontano meglio lintervento rispetto ai pazienti trattati con
i metodi convenzionali, con più brevi degenze, minor numero di
complicazioni, più rapida ripresa delle normali funzioni. Il decorso
post-operatorio, assistito omeopaticamente, è improntato al pieno
e veloce recupero della salute.
Indice domande
Come si svolge la visita omeopatica?
Vi è innanzitutto la raccolta dei sintomi: il paziente racconta
quello che si sente, il disturbo principale che lo porta all'ambulatorio;
poi il medico approfondisce, chiedendo dettagli sulle modalità
di comparsa dei sintomi, sulle caratteristiche dei disturbi. Si
cerca di inquadrare ciascun sintomo in un contesto globale, che
tiene conto anche della storia dei sintomi, della sequenza con
cui sono comparsi nella vita del paziente e delle possibili correlazioni
temporali ed eziologiche con eventi importanti, quali traumi,
interventi, cure farmacologiche, esposizione a sostanze tossiche,
pregressi problemi familiari, blocchi emozionali, ecc. Si raccolgono
notizie sullo stato di salute dei genitori e degli ascendenti.
A questo punto si indaga sugli altri sintomi generali e locali,
interessanti i vari organi e apparati. Si esaminano le eventuali
analisi che il paziente porta con sé, radiografie, cartelle ospedaliere,
ecc.
Dopo il colloquio si passa alla visita medica che, oltre al classico
esame obiettivo (ispezione, auscultazione, palpazione, percussione),
potrà comprendere varie altre metodiche di indagine, a seconda
della formazione del medico e dell'indirizzo scelto nello studio
della medicina olistica: esame della postura, misurazione dei
potenziali elettrici cutanei, misurazione dei potenziali elettrici
endorali, test delle intolleranze, vegatest, test kinesiologico,
analisi minerale intracellulare, ecc. Inoltre il medico potrà
richiedere, se è il caso, ulteriori esami clinici, ecografie,
elettrocardiogrammi, ecc.
Una volta che si è identificato il paziente (e ciò non solo da
un punto di vista fisico, ma anche emozionale e temperamentale),
si cercherà nella banca dati omeopatica il rimedio che maggiormente
riproduce il suo profilo sintomatologico, in altri termini quello
che più gli 'somiglia' (principio di similitudine). Lo si prescrive
per un tot periodo di tempo, dopo di che si ricontrolla il paziente,
si verificano i cambiamenti, i miglioramenti, e quindi eventualmente
si sceglie un nuovo rimedio, più vicino all'attuale situazione,
e così fino alla completa guarigione.
Indice domande
Ma possono far male i farmaci omeopatici?
Ripeto che i farmaci omeopatici, per la loro estrema diluizione,
non possono avere effetti tossici di alcun genere sulla biochimica
dell'organismo. Ciò non significa che siano 'acqua fresca' e che
possano quindi essere prescritti con leggerezza ("tanto non fanno
male"): i rimedi omeopatici inducono una reazione di guarigione
nell'organismo, che, seppur benefica, deve essere dosata e controllata
dal medico, altrimenti potrebbe rivelarsi spiacevole o fastidiosa.
Quindi attenzione alle autoprescrizioni, e alle prescrizioni dei
non-medici.
Indice domande
Una mia amica soffre dei miei medesimi disturbi. Posso consigliarle
gli stessi rimedi omeopatici che sto prendendo io?
Non sarebbe un buon consiglio. In Omeopatia non vale più il ragionamento
"tot malattia = tot farmaco": due persone che soffrono della stessa
malattia il più delle volte hanno bisogno ciascuna di un rimedio
diverso, proprio perché sono diverse nella costituzione, nel temperamento,
nella "storia" personale. Uno stesso disturbo inoltre può avere
cause diverse, e ciascuna richiede un trattamento diverso.
Nella medicina convenzionale ciò invece non ha molta importanza:
se hai la febbre prendi l'aspirina, punto e basta; se hai il mal
di testa prendi l'antidolorifico, e così via, senza alcuna distinzione
fra le modalità di avvertire i sintomi, fra le causa, fra le personali
diversità di reazione.
Indice domande
Posso associare altre cure naturali ai rimedi omeopatici che sto
assumendo?
Spesso si ritiene che due cose buone messe insieme funzionino
meglio che da sole. Non sempre è così. Nel caso dell'omeopatia
questo può essere particolarmente importante, poichè i rimedi
non agiscono chimicamente ma su base bio-informazionale: l'organismo
deve recepire l'informazione, 'leggerla' e utilizzarla, e ciò
richiede il più basso 'rumore di fondo' possibile perché tutto
avvenga correttamente. È preferibile quindi che la terapia omeopatica
possa agire senza interferenze, anche se queste fossero di origine
'naturale'.
È vero anche che molto spesso l'organismo del paziente richieda
una serie di fattori nutrizionali che vanno dalla supplementazione
vitaminica, alla integrazione di oligoelementi, fermenti lattici,
ecc. Allora il medico li prescriverà anche in associazione alla
cura omeopatica, ma solo dopo averli 'testati' sul paziente (con
metodo kinesiologico, bioelettronico, ecc.).
Indice domande
È possibile la cura omeopatica in gravidanza?
Non solo è possibile, ma è caldamente consigliabile: l'omeopatia
'ripulisce' l'organismo della madre dalle varie tendenze patologiche
che ciascuno di noi in misura maggiore o minore porta con sé.
Inoltre si armonizza l'unità feto-madre, consentendo una gravidanza
senza problemi e preparando la parto nella maniera ottimale. Molti
disturbi tipici della gravidanza possono essere efficacemente
risolti. Il travaglio e il parto possono essere di molto facilitati.
Omeopatia e rimedi naturali garantiscono il miglior allattamento
possibile, sia nel sostenere la donna nel pieno recupero delle
energie, sia nell'aiutare il piccolo a trarne il massimo giovamento
per la crescita. Esistono ginecologi che assistono omeopaticamente
la donna per tutto il periodo della gravidanza. Esistono ospedali
e cliniche (Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera) dove il
parto di norma è seguito con metodo omeopatico.
Indice domande
Il mio medico ha detto che l'omeopatia non cura niente e che si
basa tutta sulla suggestione.
Forse il suo medico si fida un po' troppo della televisione. Difficilmente
chi fa simili affermazioni ha mai preso in mano un libro di omeopatia
o ha mai sperimentato egli stesso una cura omeopatica.
È ormai ampiamente documentato e scientificamente dimostrato che
l'omeopatia è efficace, sia in vitro (colture cellulari, organismi
unicellulari, sistemi enzimatici, tessuti perfusi) che in vivo
(anfibi e animali a sangue freddo, mammiferi, piante). A livello
clinico vi sono studi accurati svolti in ambito ospedaliero ed
universitario e pubblicati su riviste mediche di indubbia fama,
che comprovano quanto già osservato in due secoli di medicina
omeopatica: che questa non ha niente a che fare con alcun effetto
'placebo' (inutilmente invocato da molti denigratori da spettacolo)
e che fino a prova contraria 'funziona'. Le malattie che si curano
con l'omeopatia sono malattie 'vere' e non banali indisposizioni.
Può la 'suggestione' curare una bronchite? Possono le 'belle parole'
o i 'dolci zuccherini' curare una tonsillite purulenta? Può da
sola la bella faccia del veterinario omeopatico curare la mastite
della vacca? Può un metodo terapeutico basato sulla pura 'suggestione'
sopravvivere per ben due secoli, praticato da migliaia di medici,
in ambulatori, cliniche e ospedali, su milioni di pazienti in
tutto il mondo?
Indice domande
Dottore, sono allergico ai comuni farmaci. Posso assumere i medicinali
omeopatici?
Senz'altro. Per almeno due motivi. Primo: i medicinali omeopatici
non contengono sostanze allo stato ponderale, cioé sono diluiti
a tal punto che nel prodotto finale non esiste praticamente più
alcuna molecola della sostanza di partenza. Tale estrema diluizione
garantisce la totale innocuità e la assoluta sicurezza, anche
per gli allergici. Secondo: proprio la medicina omeopatica è ottimamente
indicata per risolvere la sua allergia, sia disintossicando l'organismo
dalle tossine farmacologiche, sia ripristinando la sua normale
risposta immunologica.
Indice domande
Se qualcuno si trova comunque nella necessità di assumere farmaci
convenzionali a vita, può lo stesso trarre vantaggio da un'eventuale
cura omeopatica?
Si. Molto spesso il vantaggio può consistere nella possibilità
di ridurre le dosi dei farmaci, o di contrastarne gli effetti
collaterali. La cura omeopatica ottimizza le prestazioni dei sistemi
di disintossicazione, per cui l'organismo ha più facilità di smaltire
le molecole tossiche. Il fatto che il paziente debba assumere
farmaci sostitutivi a vita (insulina per es.) non impedisce che
l'omeopatia possa compensare tutti quei sintomi che la malattia
stessa comporta e che non vengono curati dal farmaco, elevando
notevolmente la qualità di vita.
Indice domande
Succede spesso che quando mio figlio decide di ammalarsi le farmacie
siano chiuse o il rimedio prescritto non sia immediatamente disponibile.
Può fare una lista dei rimedi più comuni da tenere in casa per
ogni evenienza?
Certamente. Tenendo comunque presente che qualunque altro rimedio
potrebbe rivelarsi necessario al momento, ecco una generica configurazione
"minima" di farmacia domestica (valida anche in viaggio):
- Aconitum Napellus 6CH
- Antimonium Crudum 6CH
- Antimonium Tartaricum 6CH
- Apis 6CH
- Arnica Montana 200K
- Arsenicum Album 6CH
- Belladonna 6CH
- Bryonia Alba 6CH
- Cantharis 6CH
- Chamomilla 30CH
- Colocynthis 30CH
- Eupatorium Perfoliatum 6CH
- Gelsemium Sempervirens 6CH
- Hepar Sulphur 6CH
- Ignatia Amara 30CH
- Ipeca 6CH
- Magnesium Phosphoricum 30CH
- Mercurius Solubilis 6CH
- Nux Vomica 6CH
- Pulsatilla 6CH
- Rhus Toxicodendron 6CH
- Sulphur 6CH
- Calendula Tintura Madre
- Arnica Pomata
- Eau de Philae
Indice domande
Posso procurarmi un manuale e scegliere da me la cura di volta
in volta?
Il fatto che lOmeopatia sia una medicina
'dolce' non comporta automaticamente che sia facile da praticare.
Occorrono anni di preparazione per riuscire a capire che tipo
di paziente si ha di fronte e di cosa realmente egli abbia bisogno
per guarire, e niente di tutto questo si potrà trovare sui tanti
manualetti che invitano al fai-da-te omeopatico. Anche in una
situazione acuta (erroneamente ritenuta più semplice) non si può
prescindere da tutta una serie di considerazioni che inevitabilmente
sfuggono al profano. Nonostante quanto appena detto, può essere
comunque utile leggersi un manualetto di questi, sia perché si
prende confidenza con il ragionamento che sta dietro la scelta
di un rimedio, e quindi con l'osservazione dei sintomi, sia perché
non sempre il medico è reperibile in una situazione di urgenza:
in questo caso, in attesa del medico o di soccorsi, un rimedio
tempestivamente somministrato può essere di vitale importanza.
Indice domande
Chi può praticare la Medicina Omeopatica?
La prescrizione di medicinali omeopatici è un atto medico, praticabile quindi esclusivamente da medici, cioé da laureati in Medicina e Chirurgia,
che siano regolarmente abilitati all'esercizio della professione
medica, e che siano iscritti all'albo dell'Ordine dei Medici.
Diversamente si configura il reato di esercizio abusivo di professione
medica. Accertatevi quindi di affidarvi ad un medico, e non ad
un ciarlatano. Ma non basta questo per poter esercitare la Medicina
Omeopatica: occorre infatti aver seguito corsi post-universitari di formazione specifica
di durata almeno quadriennale, ed essere in continuo aggiornamento.
Indice domande
Posso dire al mio medico curante che mi curo omeopaticamente?
Certamente! E che c'è di male? Abbiamo il diritto di scegliere
come meglio crediamo il sistema terapeutico che riteniamo giusto
per noi e per i nostri cari, anche se questo non rientra nella
ortodossia dai più accettata. Se il suo medico curante, come
io mi auguro, è persona aperta e di larghe vedute, non farà altro
che borbottare benevolmente, in attesa di vedere 'cosa mai combinerà
questa omeopatia'. Se poi ha studiato e conosciuto personalmente
la Medicina Omeopatica, come sempre più spesso avviene, non potrà
far altro che consigliargliela caldamente: scoprirà forse che
lui o i suoi cari si curano così. Ma purtroppo non sempre succede;
molti medici ancora non hanno avuto lopportunità di conoscere
i vantaggi di questo metodo terapeutico: allora chi, se non i
loro stessi pazienti, può farlo loro conoscere nel migliore dei modi
possibili, cioé attraverso l'evidenza e la obiettività dei risultati?
Indice domande
È vero che la cura omeopatica può essere rimborsata?
Si, è vero. In base a quanto previsto dalle istruzioni relative
al modello per la denuncia dei redditi, è possibile detrarre parzialmente,
come 'oneri deducibili', le spese mediche sostenute per le visite
omeopatiche e per l'acquisto dei medicamenti.
Pertanto si consiglia di conservare la ricevuta della visita e
gli scontrini fiscali della Farmacia uniti alla ricetta, da allegare
alla denuncia dei redditi.
Indice domande
Bisogna per forza essere malati per curarsi omeopaticamente?
Da quanto detto finora ovviamente no. La predisposizione alle
malattie va curata proprio quando apparentemente 'si sta bene'.
È in questa fase che è possibile dare il corretto indirizzo allo
stato di salute dellindividuo, correggendo le tendenze patologiche
che sempre sono presenti durante tutta l'esistenza, anche quando
la malattia 'non c'è'.
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Perché la medicina 'ufficiale' non ha ancora riconosciuto l'omeopatia?
La questione è complessa.
Innanzitutto ciò è vero solo in parte, visto che in paesi evoluti
come la Germania, Inghilterra, Francia, Svizzera, il riconoscimento
è da tempo una realtà, così come l'inserimento nel Servizio Sanitario
Nazionale. Da noi i tempi sono più lunghi, per tutta una serie
di motivi:
- struttura dell'insegnamento universitario, che impedisce ogni
conoscenza dell'argomento;
- situazione politico-commerciale, che ha visto ministri della sanità
attivamente impegnati nell'imprenditoria del farmaco;
- disinformazione diffusa, fatta di luoghi comuni e di banalità
da rotocalco;
- assenza di ricerca avanzata in ambito universitario italiano;
- annoso e cronico ritardo culturale rispetto al resto d'Europa;
- (non ultimo) scarsa diffusione della lingua inglese in ambito
medico;
Nonostante ciò, bisogna anche dire che anche nel nostro paese
vi sono forti segnali di progresso:
- adeguamento legislativo alle direttive CEE;
- riconoscimento del rimedio omeopatico come 'medicinale', quindi
registrabile nella Farmacopea Ufficiale e vendibili solo in Farmacia;
- apertura di 'ambulatori omeopatici' presso importanti ospedali;
- moltiplicarsi di corsi post-laurea in medicina omeopatica, anche
presso università;
- traduzione e pubblicazione di testi di studio e lavori scientifici;
- sensibilizzazione dei media;
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La medicina omeopatica sostituirà la medicina convenzionale?
Scherziamo? Nessuno desidera questo. Ci sarà sempre bisogno di
interventi di emergenza e di farmaci salvavita: è bene quindi
che il medico abbia sempre conoscenza ed esperienza nell'utilizzo
della medicina allopatica nel pronto soccorso. Sono situazioni
queste in cui farmaci come il cortisone, per esempio, hanno una
ben precisa ragion d'essere. Ma, al di fuori dell'emergenza, la
medicina allopatica, soppressiva e coercitiva, deve cedere immediatamente
il passo a metodi che riattivino la capacità di guarigione, piuttosto
che bloccarla.
Quindi la medicina olistica nulla rinnega, e tutto include nel
proprio bagaglio terapeutico.
Una volta che si possiede la chiave per aprire la cassaforte,
non c'è più bisogno di scassinarla ogni volta. Ma a volte la chiave
può mancare, e quelle volte è lecito aprire con ogni mezzo a disposizione,
se la posta in gioco è alta.
Indice domande
Ma come fa a funzionare un medicinale così tanto diluito?
L'azione del rimedio omeopatico non si basa su un principio chimico:
non contiene infatti più alcuna molecola in grado di agire chimicamente.
Da questo punto di vista ha certamente ragione chi sostiene che
'l'omeopatia è acqua fresca'. Chimicamente parlando, ciò è vero.
Ma il meccanismo d'azione del rimedio omeopatico non è affatto
chimico: si basa piuttosto su fenomeni di tipo fisico, che poco
hanno a che vedere con la quantità di molecole presenti. Il rimedio
omeopatico veicola un'informazione, esattamente l'informazione
occorrente ai sistemi di regolazione dell'organismo per correggersi
e quindi guarire. È come se noi inserissimo nel computer un dischetto,
con il programma e i dati per 'riparare' i programmi difettosi
o bloccati. Bisogna quindi abbandonare il terreno della chimica,
per entrare invece nel mondo della fisica e della biocibernetica.
Si ipotizza che fenomeni di tipo quantistico, ondulatorio, di
risonanza, siano implicati nell'effetto terapeutico dell'omeopatia,
come suggerito da accurate misurazioni di laboratorio (spettrofotometria,
risonanza magnetica nucleare, ecc.).
Purtroppo molti si fermano alla domanda 'come funziona' senza
prima porsi la domanda 'se funziona': per il 'se' la risposta
già esiste, per il 'come' stiamo ancora aspettando una risposta
definitiva.
Chi è preso dall'ansia all'idea di non sapere 'come funzioni'
il rimedio che sta prendendo è bene forse che stia lontano dall'omeopatia;
ma è bene pure che stia lontano da qualunque altro farmaco, visto
che non si conoscono affatto tutte le modalità d'azione dei farmaci
chimici (salvo scoprirlo dolorosamente anni dopo la commercializzazione).
Indice domande
Quanto è veloce l'omeopatia nel guarire?
Nelle malattie acute (febbre, tonsillite, diarrea, ecc.) l'azione
del rimedio omeopatico (ben scelto, s'intende) è rapida e potente.
A volte in poche ore viene ristabilita la salute, come se nulla
fosse successo. Nelle malattie croniche è richiesto ovviamente
più tempo per riattivare i meccanismi di guarigione, spesso ingolfati
da anni di farmaci e cattive abitudini. L'organismo del paziente
ha bisogno in questo caso di tempi fisiologici per riassestarsi
e ripristinare le funzioni naturali da tempo assopite.
Quindi, contrariamente a quanto si pensa, l'omeopatia è una medicina
di pronta azione, capace di risolvere rapidamente anche i casi
urgenti, in modo potente, dolce e duraturo.
Indice domande
Ho appena terminato i medicinali prescritti. Posso ripetere la
cura così com'è?
La cura viene scelta secondo un preciso criterio, che comporta
una sequenza ordinata di assunzioni e una progressione di rimedi
a potenza crescente. Pertanto non va ripetuta a piacimento, anche
se è stata di giovamento: la guarigione procede per fasi, ciascuna
con caratteristiche diverse e quindi con rimedi diversi occorrenti
di volta in volta. I rimedi vanno presi nei soli giorni prescritti
e solo per la durata stabilita, anche se i prodotti non vengono
terminati.
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