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Allattamento al seno e
nutrizione materna

Arturo Giustardi, Arianna De Martino, Giovanna Liguoro

Clinica "N. S. di Lourdes" - Massa di Somma - Napoli -

Il dott. G. Dick-Read, considerato il padre del movimento moderno della nascita naturale, ha detto: "Il neonato ha solo tre esigenze: il calore delle braccia della madre, il cibo del suo seno e la sicurezza di sapere che ella è presente. L’allattamento materno le soddisfa tutte e tre".

Questa semplice affermazione concentra in poche parole il significato, reale ed affettivo, dell’allattare al seno. L’allattamento al seno offre una stupenda opportunità affinché madre e bambino imparino a conoscersi fin dalle prime ore dopo la nascita. Il latte materno non è solo un alimento naturale ma anche una fonte di sicurezza per il proprio bambino.

È noto che il latte è un alimento insostituibile nel primo periodo della vita dei mammiferi. Da sempre il latte materno è riconosciuto come il miglior alimento per il neonato. Esso contiene tutti i nutrimenti e le difese di cui necessita il bambino durante i primi mesi di vita e di nessun latte artificiale, sebbene "perfetto", si può dire altrettanto. Molte ricerche hanno dimostrato che esso è un alimento specie-specifico, anzi in alcuni casi è probabilmente individuo-specifico. Dosare i vari componenti del latte materno è difficile poiché varia di composizione in rapporto alla durata complessiva dell’allattamento, nel corso della poppata stessa ed in base alla maturità del neonato. Ad esempio, il latte di una madre che ha partorito prematuramente ha un contenuto proteico maggiore di quello di donne che hanno partorito a termine. Le necessità del neonato prematuro sono diverse da quello a termine. Esso, comunque, contiene tutte le sostanze di cui necessita il neonato durante i primi mesi di crescita ed oltre. (1)

Le proteine, i lipidi, gli zuccheri, i sali minerali e le vitamine sono in quantità adatte allo stato metabolico neonatale, e la qualità è superiore in quanto tali sostanze sono facilmente assorbibili e protettive al tempo stesso. Le IgA secretorie, trasmesse con il latte materno, vanno a costituire la prima linea di difesa dell’organismo esercitando un effetto protettivo sulle alte e basse vie aeree e sull’intestino. Insieme ai macrofagi, al lisozima, alle antiproteasi, al complemento ed altre sostanze, esse neutralizzano, distruggono ed eliminano batteri e virus.

Quindi protezione contro la diarrea (2-3) l’otite, la rinite e faringite e contro la bronchite virale e batterica, la meningite ed effetto benefico verso numerose altre malattie (4-5). I vantaggi dell’allattare al seno non sembrano limitarsi solo al bambino ma anche alla madre. Vari studi sono stati pubblicati. Ad esempio, nei bambini allattati al seno si è visto che il Q. I. sembra essere più elevato in relazione ad una maggiore durata dell’allattamento (6-7); nei prematuri ma anche nei neonati a termine si ha una maggiore acutezza visiva (8-9); infine è nota la minore incidenza di S. I. D. S., tre volte meno probabile, negli allattati al seno (10-11-12).

Ma il vantaggio più importante si verifica nello stato di salute a lungo termine. Sembra che l’allattamento al seno abbia effetto protettivo contro molte malattie dell’età adulta come il diabete (13), la sclerosi multipla, la porpora anafilattoide di Shonlein Henoch, i linfomi (tumori fino a 15 anni meno frequenti) (14-15), il morbo di Crohn (16) e la rettocolite ulcerosa (17), l’obesità e l’ipertensione arteriosa, sull’incidenza dell’appendicite acuta e l’aterosclerosi. Inoltre, negli allattati al seno la risposta immunitaria ai vaccini coniugati è migliore rispetto a quelli alimentati con latte adattato (18).

Sulla madre si ricordano: minore tendenza al sanguinamento dopo il parto a causa della produzione di ossitocina stimolata dalla suzione al seno che aiuta le contrazioni uterine in modo naturale; migliore e più veloce recupero fisico e del peso prima della gravidanza a causa dell'aumentato fabbisogno energetico; effetto anticoncezionale, secondo alcuni totalmente protettivo se l’allattamento è esclusivo, a domanda e notturno; protezione contro cancro del seno (in periodo pre-menopausa) e dell’ovaio; protezione contro l’osteoporosi e di conseguenza contro le fratture di femore in età senile (19).

Non dimentichiamo che il latte materno contiene altre sostanze di grande importanza per la crescita, lo sviluppo e il funzionamento di alcuni organi ed apparati. Essi sono: fattore di crescita epidermico (EGF); fattore di crescita nervoso (NGF), individuato per la prima volta dalla Levi-Montalcini; taurina; neuropeptidi come il GIP (Gastric Inhibitory Peptide), la gastrina, la colecistochinina, la bombesina ed altri ancora (59).

Alcuni problemi durante l’allattamento, quando non risolti, possono scoraggiare la madre e portare all’interruzione dell’allattamento al seno. Ad esempio il dolore ai capezzoli, le ragadi, l’ingorgo mammario, la mastite. Anche in questi casi, la conoscenza della "normalità" di certi eventi e un sostegno per risolverli incoraggeranno la donna a proseguire nella propria scelta. Le vere controindicazioni all’allattamento sono altre. Da parte della madre: malattie infettive e/o virali che compromettono lo stato di salute generale. Da parte del neonato: l’estrema prematurità con peso molto basso alla nascita, e problemi della deglutizione.

Qualunque donna che lo desideri può allattare. Riuscirci richiede un po’ di pratica nel tempo, pazienza e sostegno (1). Una grande importanza è data dalla organizzazione del luogo del parto (20). Dopo la nascita il neonato ha bisogno di ritrovare il calore l’odore ed il sapore della sua mamma questo lo può fare solo se le rimane vicino (21). Affidare il neonato in sala parto, laddove possibile, e l’istituzione del rooming-in delle ventiquattro ore in tutti i luoghi nascita sono solo due delle possibili innovazioni che favoriscono un precoce contatto tra madre e neonato (22). Sembrano soluzioni ovvie, ma sono purtroppo inesistenti, ma non irrealizzabili, in alcuni punti nascita.

Una grande importanza riveste la preparazione didattica e reale, ovvero l’esperienza, degli operatori sanitari paramedici (ad esempio le vigilatrici le ostetriche e gli infermieri) ma anche dei medici ad iniziare dal ginecologo (23-24-25). La promozione dell’allattamento al seno deve diventare parte del patrimonio culturale di tutti non solo delle donne . In questo modo ognuno conoscerà i benefici per la madre ed il bambino derivanti dal latte materno. Si potrebbe iniziare a spiegare l’importanza del latte materno già nelle scuole, ad esempio durante gli ultimi anni delle scuole superiori, integrando il corso di scienze. Oppure semplicemente si potrebbero distribuire opuscoli informativi o pubblicizzare attraverso i media, come radio e televisione, i vantaggi di allattare al seno. Di recente, il Comitato per la Promozione dell’Allattamento Materno della Società Italiana di Neonatologia e la Presidenza del Consiglio hanno stanziato un fondo per produrre pubblicità in televisione, pubblica e privata, nell’ambito del Programma di Incentivazione dell’Allattamento al Seno. Gli spots, trasmessi attraverso radio e reti televisive, saranno accompagnati dalla distribuzione su tutto il territorio nazionale di un milione e mezzo di opuscoli sull’argomento. I vantaggi dell’allattamento al seno non saranno più sconosciuti e sottovalutati.

Prima della gravidanza sarebbe utile seguire un corso di preparazione al parto durante il quale alla gestante si daranno informazioni non solo sulla gravidanza il parto ed il neonato ma anche sull’importanza di allattare al seno, su come preparare l’areola, come attaccare al seno il neonato e spiegare le differenze tra latte vaccino e latte materno (25). Gli studi più recenti sottolineano l’importanza del corso di preparazione al parto che sembra influenzi notevolmente ed in senso positivo la durata dell’allattamento al seno (24).

Ma anche quando una donna non ha avuto la possibilità di frequentare un corso di preparazione alla nascita numerose sono le occasioni per incoraggiare la pratica dell’allattamento al seno. Si possono scambiare idee ed opinioni dopo il ricovero o durante la degenza affidando il neonato subito dopo la nascita ed attuando il rooming-in delle ventiquattro ore che consente a madre e neonato di stare insieme da subito (26). Ogni donna che, anche minimamente, è predisposta ad allattare al seno, dovrebbe essere sostenuta da tutti gli operatori che si occupino della coppia madre-bambino, offrendo ogni tipo di informazione ed assistenza materiale. In particolare, l’ostetrica può aiutare molto in quanto rappresenta la fisiologia dell’evento nascita, e cosa può essere più naturale di allattare al seno?

A sua volta il pediatra/neonatologo può continuare il sostegno avviato sorretto dalla consapevolezza di consigliare la scelta migliore per la madre ed il neonato. Inoltre, il sostegno dovrebbe estendersi anche dopo la dimissione con il coinvolgimento dei pediatri di base che prendono il piccolo in carico dopo un mese circa, o con l’istituzione di un numero verde a cui rivolgersi per i problemi che insorgono durante l’allattamento. Quando non è possibile istituire un "numero verde", si può permettere alle madri di telefonare, magari durante le ore pomeridiane, al nido della struttura che ha curato il parto ed il neonato, identificando e/o istruendo, se necessario, una o più vigilatrici adatte allo scopo. Nella nostra struttura questo già accade e aiuta molte madri nelle piccole e grandi difficoltà dell’allattamento materno.

Le necessità nutrizionali della madre che allatta.

Dopo il parto la maggior parte delle donne desiderano recuperare il peso ed il tono muscolare che avevano prima della gravidanza. Allattare al seno aiuta già a perdere peso in misura di un chilo al mese circa considerando un consumo di calorie tra 600 e 950 kcal/die per produrre 850 ml di latte al giorno. Una corretta dieta ipocalorica non sembra influenzare molto la produzione di latte, ciò appare più evidente in quelle donne con una buona riserva di grasso. Laddove una restrizione dietetica non equilibrata influisce negativamente sulla produzione di latte diminuendone la quantità (27). Quindi, per riacquistare la forma desiderata è preferibile l’attività fisica che d’altra parte aumenta la produzione di prolattina incrementando la produzione di latte. Ovviamente dovranno essere evitati gli eccessi. (28).

Se durante l’allattamento si segue una dieta equilibrata il latte materno contiene tutte le sostanze di cui il neonato ha bisogno in quantità adeguate. Quando non vi è la certezza di una dieta corretta è utile integrare l’alimentazione della nutrice con calorie, sali minerali e vitamine. Di recente in commercio si trovano alimenti (latte vaccino) ed integratori (Permamma/Abbott, Plasmonmamma/Plasmon) In definitiva se si segue una dieta varia evitando di eccedere solo con alcuni alimenti, la madre ed il neonato avranno tutto ciò di cui hanno bisogno.

Conclusioni.

Il latte materno è unico ed inimitabile, esso non può essere copiato perché neanche due madri lo producono uguale. Persino il latte della stessa donna cambia da giorno a giorno da ora ad ora e durante la poppata. Il colostro che il neonato riceve in prima giornata è diverso da quello del secondo o del terzo giorno. Inoltre anche il sapore cambia in relazione alla dieta della madre, abituando il neonato a sapori diversi che incontrerà in futuro.

Per citare il dott. Herbert Ratner: "Il copione della natura dà la ricetta e ciò che la saggia natura fornisce è la ricetta perfetta". L’imitazione della natura come tutte le copie, può somigliare ma non sarà mai eguale. Perciò anche il "migliore" dei latti artificiali in quanto tale sarà sempre inferiore al prodotto naturale. (1)

Tante ricerche sono state fatte e molte altre ancora saranno in corso. Molti studi sono stati pubblicati e chissà quanti ancora saranno letti. La realtà è che ancora esiste grande difficoltà nel sostenere l’allattamento al seno come la migliore fonte di nutrizione in tutti i sensi per il neonato. Diversi sono i motivi di questa difficoltà. Una inadeguata organizzazione ospedaliera, la scarsa confidenza e fiducia delle proprie prestazioni da parte della madre associate ad una deficitaria preparazione prima del parto, la mancanza di un valido sostegno morale e materiale da parte degli operatori sanitari e la poca conoscenza sulla fisiologica crescita neonatale. Ciascuno nella propria realtà lavorativa potrà dare un contributo al sostegno dell’allattamento materno se seguisse anche solo alcuni dei consigli dei: "Dieci passi per un allattamento al seno di successo".

 

Bibliografia

1) L’arte dell’allattamento materno. La Leche Legue International 1987.
2) Weaver L. T.: Breast and gut: the relationship between lactating mammary function and neonatal gastrointestinal function. Proc. Nutr Soc 1992; 51:155-63
3) Newburg D. S., Peterson J. A. et al: Role of human milk lactadherin in protection against symptomatic Rotavirus infection. Lancet 1998; 351:1160-64
4) Hylander M. A., Strobino M. D. et al: Human milk feeding and infection among very low birth weight infants. Pediatrics 1998; 102:630
5) Wright et al.: Increasing breastfeeding to reduce infant illness. Pediatrics 1998; 101: 837-44
6) Lucas A., Morley R., et al.: Breast milk and subsequent intelligence quotient in children born preterm. Lancet 1992; 339: 261-64
7) Lucas A. Morley R. et al.: A randomized multicentre study of human milk versus formula and later development in preterm infants. Arch Dis Child 1994; 70: 141-46
8) Uauy R. D., Birch D. G. et al: Effect of dietary omega-3 fatty acids on retinal function of very low birth weight neonates. Pediatr Res 1990; 28: 485-92
9) Jensen C.,L., Prager T. C. et al.: Effect of dietary linoleic /alpha linolenic acid ratio on growth and visual function of term infants J Pediatr 1997; 131: 200.
10) Mitchell E. A., Taylor B. J. et al.: Four modifiable and other major risk factors for cot death: the New Zealand study. J Pediatr Child Health 1992; 28 (suppl 1) S3-8
11) Golding J.: Breast-feeding and Sudden Infant Death Syndrome. London HMSO, 1993; 77:82
12) Mosko S., Richard C., McKenna J.: Infant arousal during mother infant bed sharing: implications for infant sleep and sudden infant death syndrome research. Pediatrics 1997; 100: 841-49.
13) F. W. Scott: Raccomandazioni dell’AAP relative al latte vaccino, alla soia e allo svezzamento precoce dei lattanti. Pediatrics 1995; 7: 431-334
14) Davis M. K., Savitz D. A., Graubard B. I.: Infant feeding and childhood cancer. Lancet 1988; 13:365-8.
15) Mc Kinney P. A., Cartwright R. A. et al.: The interregional epidemiological study of childhood cancer (IRESCC): a case control study of aetiological factors in leukaemia and lymphoma. Arch Dis Child 1987; 62: 279-87
16) Koletzko S., Sherman P. et al.: Role of infant feeding practices in development of Crohn disease in childhood. BMJ 1989; 298: 1617-18
17) Whorrwell P. J., Holdstock G. et al.: Bottle feeding, early gastroenteritis and inflammatory bowel disease. BMJ 1979; i: 382.
18) Pabst H. F., Spady D. W., et al.: Differential modulation of the immune response by breast-or-formula feedings infants. Acta Paediatr 1997; 86:1291.
19) United Kingdom National Case-Control Study Group. Breast feeding and risk of breast cancer in young women. BMJ 1993; 307:17-20.
20) Powers N. G., Naylor A. J., Wester R. A.: Hospital policies: crucial to breast-feeding success. Semin Perinatol 1994; 18:517-24
21) Relier J. P.: Amarlo prima che nasca.
22) Giustardi A., De Martino A. et al: Affidamento del neonato in sala parto ai genitori.
23) American Academy of Pediatrics Work Group on Breastfeeding: Breastfeeding and the Use of human milk. Pediatrics 1997; 100: 1035-39
24) Conti Nibali S., Castorina N. et al.: La pratica dell’allattamento al seno in Italia. Medico e Bambino 1998; 1: 25-29
25)
Giustardi A., De Martino A.: Il corso di preparazione al parto. In corso di pubblicazione su Neonatologica 1999.
26) Giustardi A., Zona G.: Programmi di incentivazione dell’allattamento materno. Riv Ital Pediatr 1996; 22: 562-633.
27) L. A. R. N. Livelli di assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana. Società Italiana di Nutrizione Umana, rev. 1996.
28) Dusdieker L. B., Hemingway D. L., Stumbo P. J.: Is milk production impaired by dieting during lactation ? Am J Clin Nutr 1994; 59: 833-40.


Puoi contattare il dott. Arturo Giustardi all'indirizzo: artgiust@tin.it

  Importante
Le informazioni e le idee contenute in questo articolo costituiscono semplicemente materiale divulgativo informativo sulle scelte diagnostiche e terapeutiche disponibili, e non vogliono in alcun modo sostituirsi né alla prescrizione medica né alla consultazione medica, sempre raccomandabile nel caso di patologia in atto.